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disegni: Manuel Malesani

 


Il volto dell’altro
Mi spinge a prendermi cura,
Disarma, mi libera infine;
Diventa presenza che visita:
La traccia di Infinito
Lascia spazio all’esodo incerto...

 

L’esperienza musicale d’assieme è un importante strumento di crescita per i nostri ragazzi; accanto al lavoro comune nella preparazione di eventi e concerti, essi possono trovare nelle opere su cui lavorano un messaggio che li faccia riflettere sulla realtà che li circonda e sulla necessità di contribuire al miglioramento della società. In questa direzione, nel 2007 abbiamo avviato la preparazione di una nuova opera originale, per orchestra, solisti e coro.

L’ESODO INCERTO è una Cantata sul tema della vita e della sua sacralità; un’opera dalla quale traspare, in senso religiosamente laico, la contrapposizione fra stranierità e identità, che cerca di conciliarsi in un messaggio universale di impegno ad accogliere l’originalità, la diversità, la preziosità di ogni vita umana. La Cantata è stata composta da Bruno De Franceschi su libretto di Maria Gianfilippi de' Parenti e Valentino Perera, per voci recitanti adulte e infantili, ispirato a testi sacri e a vari autori, tra i quali Wole Soyinka, David Maria Turoldo, Tonino Bello, Vittorino Andreoli.

L’argomento della Cantata parte dall’idea iniziale di un’umanità pellegrina in cammino, nella consapevolezza che “questa terra riarsa necessita di Vita”. Il senso dell’attesa è espresso dai versi di Turoldo (Luminarie e Ancora un’alba sul mondo), legati all’annuncio profetico di Isaia (9,1-5). Lo sviluppo musicale presenta il significato dell’esistenza come un viaggio a volte drammatico, nel quale l’uomo, riconoscendosi ospite e straniero insieme, può scoprire un sentimento di riconoscenza e di comunanza verso i suoi simili.

"L'esodo incerto", San Nicolò 1 Dicembre 2008La struttura drammaturgica immagina una coppia di genitori ed una coppia di figli: ai giovani i genitori consegnano una Terra carica di contraddizioni e schiacciata dal peso di scelte egoistiche, che rischiano di comprometterne la sopravvivenza; i figli la ricevono in mani innocenti e pulite, nella speranza che la corsa all’autodistruzione si inverta grazie alla loro cura per un mondo più solidale e più giusto.

Il titolo della Cantata si ispira a uno scritto di Emmanuel Lévinas, La traccia dell’altro: la parola “esodo” assume un duplice significato: l’uscita dalla propria terra, lo sradicamento dalle proprie radici nella ricerca di un futuro migliore, di una “terra promessa”; e poi l’esodo incerto da noi stessi, al quale ci obbliga ogni tipo di rapporto interpersonale. «La traccia dell’altro apre l’io a una vera esperienza dell’infinito nella storia che si offre nel volto d’altri. (...) L’io si raggiunge, si conosce, quando si pone in cammino verso l’altro, liberandosi così dai ceppi dell’egoismo» (E. Scognamiglio, Il volto di Dio nelle religioni).

Fra i testi del libretto vi sono poi alcuni stralci da Lettera alla tua famiglia di Vittorino Andreoli, dove alcune considerazioni – sul rispetto, la convivenza, la differenza e la reciprocità - vengono trasposte all’intera umanità intesa proprio come famiglia.

"L'esodo incerto", San Nicolò 1 Dicembre 2008L’ESODO INCERTO intende trasmettere ai giovani musicisti e agli spettatori una speranza, un impegno concreto, che è quello di guardare con occhi nuovi ad ogni vita, a quella del bambino, del vicino, del diverso, dello straniero, vedendolo non più come “altro da me”, ma come “un altro me”. Le parole del libretto, cercate e raccolte pazientemente, con improvvise illuminazioni e con insperate aperture su testi e autori poco conosciuti, saranno forse un’unica profetica parola la quale, sostenuta dalla forza della musica, potrà rivelarsi messaggio gravido di futuro.

Un particolare ringraziamento va a Matteo Merletto, padre comboniano, per i suoi ricordi sulla missione in Congo; ai parroci di San Nicolò all’Arena: a Roberto Vinco per il suo interesse alla filosofia di Lévinas e per il suo contributo nel libro “Prendersi cura”; e a Marco Campedelli per il suo amore alla poesia di Turoldo. Grazie infine al professor Vittorino Andreoli, che scrivendo la "Lettera alla tua famiglia" forse non pensava di poterla recapitare in musica.

Esecutori: orchestra e coro; 4 solisti.

Requisiti: Teatro, sala o chiesa; amplificazione e service audio in sala grande.

La melodia del coro finale "Mbote, mbote, ndenge nini? Malamu!" ("Salve, salve, come va? Bene!", in lingua Lingala) è stata utilizzata per lo spot audiovisivo realizzato nell'anno scolastico 2008/09 dagli studenti della V B dell'ITC Lorgna Pindemonte di Verona per il concorso promosso dal Cartello di associazioni veronesi Nella mia città nessuno è straniero, finanziato dal Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona. Lo spot - primo classificato - attraverso le parole di Dante, invita Verona a ritrovare l'orgoglio di essere rifugio e ostello per chi vi giunge con il proprio bagaglio di malinconia ed estraneità. Il Cartello raccoglie oltre 40 associazioni - tra cui Progettomondo Mlal - con l'intento di far entrare in modo capillare nel tessuto linguistico e nell'immaginario cittadino parole e simboli di rispetto e accoglienza.

 


 

L'ESODO INCERTO - EVENTI:

punto elenco

1 Dicembre 2008, Verona, chiesa di San Nicolò all'Arena, alla presenza del vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti. La recitazione è stata affidata a quattro attori della compagnia Estravagario Teatro diretti da Alberto Bronzato: Tiziano Gelmetti, Tiziana Leso, Michele Schenato, Emanuela Spada.

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27 Gennaio 2010 Verona, Teatro dell'Istituto "Don Nicola Mazza", con la recitazione a cura degli allievi di II Liceo Classico.

 

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