Il volto dell’altro
Mi spinge a prendermi cura,
Disarma, mi libera infine;
Diventa presenza che visita:
La traccia di Infinito
Lascia spazio all’esodo incerto...
L’esperienza musicale d’assieme
è un importante strumento di crescita per i nostri ragazzi;
accanto al lavoro comune nella preparazione di eventi e
concerti, essi possono trovare nelle opere su cui lavorano un
messaggio che li faccia riflettere sulla realtà che li circonda
e sulla necessità di contribuire al miglioramento della società.
In questa direzione, nel 2007 abbiamo avviato la preparazione di
una nuova opera originale, per orchestra, solisti e coro.
L’ESODO INCERTO è una
Cantata sul tema della vita e della sua sacralità; un’opera
dalla quale traspare, in senso religiosamente laico, la
contrapposizione fra stranierità e identità, che cerca di
conciliarsi in un messaggio universale di impegno ad accogliere
l’originalità, la diversità, la preziosità di ogni vita umana.
La Cantata è stata composta da Bruno De Franceschi su
libretto di Maria Gianfilippi de' Parenti e Valentino
Perera, per voci recitanti adulte e infantili, ispirato a
testi sacri e a vari autori, tra i quali Wole Soyinka,
David Maria Turoldo, Tonino Bello, Vittorino
Andreoli.
L’argomento della Cantata parte
dall’idea iniziale di un’umanità pellegrina in cammino, nella
consapevolezza che “questa terra riarsa necessita di Vita”. Il
senso dell’attesa è espresso dai versi di Turoldo (Luminarie
e Ancora un’alba sul mondo), legati all’annuncio
profetico di Isaia (9,1-5). Lo sviluppo musicale presenta il
significato dell’esistenza come un viaggio a volte drammatico,
nel quale l’uomo, riconoscendosi ospite e straniero insieme, può
scoprire un sentimento di riconoscenza e di comunanza verso i
suoi simili.
La struttura drammaturgica
immagina una coppia di genitori ed una coppia di figli: ai
giovani i genitori consegnano una Terra carica di contraddizioni
e schiacciata dal peso di scelte egoistiche, che rischiano di
comprometterne la sopravvivenza; i figli la ricevono in mani
innocenti e pulite, nella speranza che la corsa
all’autodistruzione si inverta grazie alla loro cura per un
mondo più solidale e più giusto.
Il titolo della Cantata si
ispira a uno scritto di Emmanuel Lévinas, La traccia
dell’altro: la parola “esodo” assume un duplice significato:
l’uscita dalla propria terra, lo sradicamento dalle proprie
radici nella ricerca di un futuro migliore, di una “terra
promessa”; e poi l’esodo incerto da noi stessi, al quale ci
obbliga ogni tipo di rapporto interpersonale. «La traccia
dell’altro apre l’io a una vera esperienza dell’infinito nella
storia che si offre nel volto d’altri. (...) L’io si raggiunge,
si conosce, quando si pone in cammino verso l’altro, liberandosi
così dai ceppi dell’egoismo» (E. Scognamiglio, Il volto di
Dio nelle religioni).
Fra i testi del libretto vi sono
poi alcuni stralci da Lettera alla tua famiglia di
Vittorino Andreoli, dove alcune considerazioni – sul
rispetto, la convivenza, la differenza e la reciprocità -
vengono trasposte all’intera umanità intesa proprio come
famiglia.
L’ESODO INCERTO
intende trasmettere ai giovani musicisti e agli spettatori una
speranza, un impegno concreto, che è quello di guardare con
occhi nuovi ad ogni vita, a quella del bambino, del vicino, del
diverso, dello straniero, vedendolo non più come “altro da me”,
ma come “un altro me”. Le parole del libretto, cercate e
raccolte pazientemente, con improvvise illuminazioni e con
insperate aperture su testi e autori poco conosciuti, saranno
forse un’unica profetica parola la quale, sostenuta dalla forza
della musica, potrà rivelarsi messaggio gravido di futuro.
Un particolare ringraziamento
va a Matteo Merletto, padre comboniano, per i suoi
ricordi sulla missione in Congo; ai parroci di San Nicolò
all’Arena: a Roberto Vinco per il suo interesse alla
filosofia di Lévinas e per il suo contributo nel libro
“Prendersi cura”; e a Marco Campedelli per il suo amore
alla poesia di Turoldo. Grazie infine al professor Vittorino
Andreoli, che scrivendo la "Lettera alla tua famiglia" forse
non pensava di poterla recapitare in musica.
Esecutori: orchestra e
coro; 4 solisti.
Requisiti: Teatro, sala
o chiesa; amplificazione e service audio in sala grande.
La melodia del coro finale "Mbote,
mbote, ndenge nini? Malamu!" ("Salve, salve, come va?
Bene!", in lingua Lingala) è stata utilizzata per lo spot audiovisivo realizzato nell'anno
scolastico 2008/09 dagli studenti della V B dell'ITC Lorgna Pindemonte
di Verona per il concorso promosso dal Cartello di associazioni veronesi
Nella mia città nessuno è straniero, finanziato dal Centro
Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona. Lo spot - primo classificato - attraverso le parole di Dante, invita Verona a ritrovare
l'orgoglio di essere rifugio e ostello per chi vi giunge con il proprio bagaglio di malinconia ed estraneità.
Il Cartello raccoglie oltre 40 associazioni - tra cui Progettomondo Mlal - con l'intento di far entrare in modo capillare nel tessuto linguistico e
nell'immaginario cittadino parole e simboli di rispetto e accoglienza.
L'ESODO INCERTO - EVENTI:
1 Dicembre 2008, Verona,
chiesa di San Nicolò all'Arena, alla presenza del vescovo di Verona, mons.
Giuseppe Zenti. La recitazione è stata affidata a quattro
attori della compagnia Estravagario Teatro diretti da
Alberto Bronzato: Tiziano Gelmetti, Tiziana Leso, Michele
Schenato, Emanuela Spada.
27 Gennaio 2010Verona, Teatro dell'Istituto "Don Nicola Mazza", con la recitazione a cura degli allievi di II
Liceo
Classico.